L’essenza del Nascere. Perché il Parto dev’essere INDISTURBATO?

“Molto del potere sottratto al femminile e molte delle difficoltà che incontrano le madri a sentirsi pienamente competenti dopo la nascita siano dovuti alle credenze e ai gesti che caratterizzano il venire al mondo.

Cosa significa parto indisturbato? Dal punto di vista della donna è un parto in cui lei si è sentita competente e capace di dare alla luce il proprio figlio senza bisogno di ricorrere all’aiuto di qualcuno (che non significa essere sola, ciò può avvenire anche in casa o in ospedale), da un punto di vista fisiologico si deve andare a rispolverare l’idea che il parto è un processo fisiologico involontario che per espletarsi non ha quindi bisogno di scelte o di azioni volontarie, ma ha bisogno soltanto che si pongano le condizioni perché avvenga.

ornella piccinini ostetrica libera professionista doula
QUALI SONO QUESTE CONDIZIONI?

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Una volta il parto era considerato un “affare di donne”

Tra cenni storici, evidenze scientifiche e riflessioni
a cura di Michel Odent
Nelle società che hanno preceduto lo sviluppo della scrittura e dell’agricoltura, le donne, come molti mammiferi, si isolavano per partorire e di solito, la madre, una zia o un’altra donna esperta del vicinato si trovava nei paraggi, per proteggere il luogo della nascita dall’intrusione di uomini e animali. Siamo forse alle origini della figura della levatrice.
In seguito, nel corso dei millenni, la nascita divenne con gradualità un evento sociale. La levatrice si trasformò sempre più spesso in una guida che interferiva con il linguaggio, in grado di trasmettere credenze e rituali, utilizzando una grande diversità di procedure, incluse manovre invasive come la dilatazione manuale della cervice, la compressione dell’addome, o l’utilizzo di erbe tradizionali.
Un passaggio importante nella socializzazione della nascita avvenne quando le donne iniziarono a partorire nel luogo dove erano solite trascorrere la loro vita quotidiana: il parto in casa è un’esperienza relativamente recente nella storia.
Le donne continuarono fino alla metà del ventesimo secolo a dare alla luce i propri figli in un ambiente in cui predominava la presenza femminile, persino nel caso di una nascita in ospedale. “L’ostetrica che lavorava a maglia” era la persona cardine del reparto maternità.
doula casamamma centro maternità parto in casa

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L’importanza di un Accompagnamento Olistico in Gravidanza e Parto

Alla fine degli anni Settanta, come reazione agli eccessi della medicina tecnocratica, che rigidamente separava in modo Cartesiano il corpo dalla mente e considerava il corpo (inteso esclusivamente sul piano meccanico) come unico oggetto dell’osservazione e del trattamento medico, si sentì la necessità di un cambiamento che portò all’Umanizzazione della tecno-medicina. Si riconobbe un’influenza della mente sul corpo e in questa prospettiva, si iniziò a comprendere quanto pensieri ed emozioni potessero influenzare anche il travaglio e il parto e quanto il supporto emozionale potesse, in quell’ambito, risultare fondamentale nel riequilibrare l’insorgere di situazioni stressanti. Si considerarono quindi gli aspetti biologici, psicologici, culturali e sociali nell’assistenza alla nascita e le loro interrelazioni. La donna iniziò ad essere considerata al Centro della scena del Parto: con un ruolo attivo, con la sua dignità e i suoi fabbisogni, oltre che fisici, affettivi e relazionali. Grazie a Leboyer si iniziò a parlare di Nascita non violenta riportando il parto ad una dimensione di normalità. Da allora si sono diffusi la cultura dell’Active Birth e il Rooming in, si iniziò a comprendere il significato dell’esperienza umana per la donna e sorsero nuove modalità di assistenza alla Nascita.

Molte evidenze scientifiche e la stessa fisica quantistica sottolineano l’importanza della connessione tra Spiritualità (intesa come aspetto significativo della condizione umana, una dimensione presente nella vita di tutte le persone) e Salute, partendo proprio dal Periodo Primale. Una spiritualità che, manifestandosi nei pensieri, nei comportamenti, negli atteggiamenti, nel linguaggio verbale e non verbale, può essere osservata, compresa e grazie a questa conoscenza una donna in Attesa può essere accompagnata assecondando le sue reali esigenze.

L’assistenza in Gravidanza e Parto dovrebbe tenere in considerazione l’unitarietà (mente, corpo, emozioni, spirito) e l’interattività della Donna.

(articolo originale  http://www.nascere-naturalmente.it)

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In una visione olistica della gravidanza e della nascita la donna viene semplicemente aiutata a scoprire le proprie potenzialità, tutte le sue risorse, le competenze e quelle del proprio corpo affinché possa credere in se stessa, nella capacità del figlio di nascere e nella fisiologia del parto.

Ogni percorso intrapreso in tal senso, nel rispetto e nella valorizzazione di ogni singola parte connessa a tutte le altre, ci porta ad un viaggio interiore verso una maggiore conoscenza di noi e dei nostri talenti. Una nascita naturale e rispettata porta benefici sul piano fisico, mentale ed emotivo non solo alla donna ma anche al bambino che, ricordiamoci, sarà l’uomo/la donna di domani.

Molto interessante la visione del documentario Micro birth e la lettura de La prima ferita

“La donna sa, se solo vuole sapere sa”

Non c’è bisogno di insegnare alle donne come partorire e come comportarsi durante il travaglio, più di quanto non abbiano bisogno di lezioni su come fare l’amore o su come comportarsi durante l’orgasmo. Questi comportamenti riproduttivi vengono guidati da istinti innati presenti in tutte le donne.

Andrea Robertson

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ph Angela Gallo

 

e un’interessante analogia qui

Cosa deve sapere la donna di oggi che si appresta a diventare madre?

Deve sapere che farà un viaggio di grande trasformazione, un viaggio iniziatico al suo interno; un viaggio fatto di desiderio e paura, un viaggio di dolore e piacere, un viaggio in nome dell’Amore. E questo viaggio le darà una grande possibilità, di diventare madre ma soprattutto di diventare una nuova donna; una donna che avrà sperimentato la sua forza e i suoi limiti, che conoscerà meglio se stessa. Sarà una donna che avrà più fiducia in se stessa quella che potrà sostenere con forza l’essere madre.

Deve sapere che farà un viaggio senza ritorno.

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Tratto da “Dopo un cesareo” di Ivana Arena

Venire al mondo per il neonato, oggi come ieri.

Immaginate di starvene seduti soli, ad ascoltare una registrazione delle onde dell’oceano che si infrangono sulla riva. La stanza è buia: attraverso le tende tirate entra solo un lieve chiarore esterno, e i suoni dell’esterno vengono percepiti in modo vago e attutiti. A un tratto si accendono tutte le luci, gente che grida, qualcuno che vi strappa dalla poltrona. L’idea non è molto piacevole, eppure è proprio così che la vita comincia.

tratto da “Onorare la madre”

Questo è il modo con il quale due psicologi americani descrivono la nascita all’interno delle sale parto degli ospedali. Sforziamoci per un attimo e proviamo a metterci nei panni di un neonato, magari proprio del neonato che siamo stati tanto tempo fa, proviamo a pensare a quale stupore, e paura provammo uscendo dalla pancia calda e accogliente della nostra mamma, e a quello che avremmo voluto trovare fuori … Lo stesso calore tiepido, le stesse luci soffuse, gli stessi suoni rispettosi e soprattutto le braccia accoglienti di nostra madre che ci rassicuravano che nonostante il grande cambiamento, tutto era a posto. Sicuramente avremmo voluto che lei, la sua voce e il suo odore conosciuti in utero, fossero lì ad accoglierci e a darci tutto il necessario per continuare a vivere. Si, a vivere, perché di questo si tratta.

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La coppia è in Attesa

Per noi donne è semplice: la Vita cresce e si muove dentro di noi, con noi.

Ma i nostri compagni, uomini che, esattamente come noi stanno per diventare o ri-diventare genitori, così, più o meno di punto in bianco, come vivono la gravidanza? Cosa succede dentro di loro? Quali cambiamenti, quali emozioni emergono o rimangono celate in loro?

Non solo la madre vive questo periodo di Attesa e di Preparazione alla Nascita, il giorno in cui un figlio viene alla luce nasce anche un papà e l’empatia, l’unione e la comunicazione nella coppia, durante la gravidanza, sono un bene prezioso che va continuamente Nutrito.

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Ci vediamo giovedì per un coloratissimo incontro tra Maschile e Femminile.

 

Ciò che dovremmo richiedere a gran voce

Quando scegliamo un “corso pre parto”, quali caratteristiche ci attraggono? Con che requisiti lo cerchiamo? E quando scegliamo la persona (ostetrica o ginecologo o doula) che ci accompagnerà durante tutto questo viaggio dell’Attesa e del Parto?

Ecco, secondo me questa mamma, in questa lettera presa dall’web, ha centrato in pieno ciò che dovremmo richiedere a gran voce:

Non insegnarmi a respirare e a spingere
Insegnami a essere me stessa, a connettermi con il mio istinto, a lasciarmi andare agli impulsi del mio corpo.
Non prepararmi a sopportare, a tacere, a soffrire
Preparami a scegliere, alla libertà al di sopra delle mie paure e limitazioni.
Non prepararmi a contare minuti né ore né centimetri di dilatazione
Preparami ad ascoltare il mio corpo, a riconoscere ogni passo, a parlare con il mio bambino.
Non prepararmi a fidarmi del potere della medicina
Insegnami a fidarmi del mio potere, della mia forza ineguagliabile di donna, delle capacità del mio corpo per provare sollievo.
Insegnami a rispettare il tempo di cui il mio bambino necessita per Nascere, il tempo che serve alla mia vagina per accompagnarlo in questo cammino.
 
Quando verrò da te, non insegnarmi a delegare a te perché, allora, tu sarai la responsabile di quello che succede
Preparami a prendere le decisioni
Dammi il potere e, con esso, la responsabilità del mio parto
Dimmi che in me ci sono la forza e il potere necessari per dare vita
Dimmi che sarai lì se ho bisogno di te, MA CHE NON HO BISOGNO DI TE.
Sii chi preserva, in silenzio, il miracolo della nascita da qualsiasi intervento non necessario.

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Il Rischio in Ostetricia

Il pericolo è reale, ma il rischio è socialmente costruito. Chi controlla la definizione del rischio, controlla la soluzione razionale del problema. La definizione del rischio è dunque un esercizio di potere”. Le parole di Slovic, grande studioso di questo tema, ci stimolano nel proporre un percorso critico sull’attuale definizione di rischio nella nascita, evidenziando la complessità e riducendo l’eccessiva semplificazione che se ne può fare.
L’attuale cultura ostetrica considera infatti il “rischio” come uno dei perni che condizionano le scelte assistenziali. Richiedere continui esami e interventi mirati a individuare il maggior numero di rischi possibili sembra essere oggi una imprescindibile fonte di sicurezza per la donna e il bambino. Rischio e pericolo appaiono concetti assimilati che generano un aumento di paura: la sensazione di pericolo incombe non solo nelle situazioni patologiche, ma anche nell’assistenza alla normalità. Come ci avverte Barbara Duden oggi il calcolo statistico delle probabilità da prevenire viene anteposto alle percezioni sensoriali del corpo.

(RISCHIO?! La percezione del rischio tra numeri e nervi nell’assistenza alla nascita http://www.irisassociazione.it/)

Mike Gibney si è posto il problema di come la comunicazione del rischio (risk communication) sia tenuta in minor conto della valutazione del rischio (risk assessment) e della gestione del rischio (risk management) e di quali siano le conseguenze di tutto ciò. Il motivo per cui la comunicazione del rischio è tenuta in così scarsa considerazione è che gli scienziati pensano che fornire informazioni al consumatore sia tutto ciò che è necessario. Il consumatore è, apparentemente, preoccupato per il motivo sbagliato, perché ha semplicemente ricevuto le informazioni sbagliate. Tutto ciò che deve essere fatto è educarlo.

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Quando una gravidanza è fisiologica e sentiamo che “va tutto bene”, affidarsi ad un’ostetrica, esperta in fatto di Nascita, evita inutili ansie e preoccupazioni, mantenendo inalterati i livelli di cortisolo (noto “ormone dello stress”).